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Merv
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mwdwMerv (mweain persiano مرو, Merv, in mweqarabo mwegMarw; in mwewcinese 木鹿, mwfaMulu) fu una capitale (capitale orientale dal 1118 al 1153) della mwfqsatrapia mwfgachemenide di mwfwMargiana all'interno dell'mwgaImpero achemenide, in seguito mwgqAlessandria e mwggAntiochia in Margiana (mwgwgreco Ἀντιόχεια ἡ ἐν τῇ Μαργιανῇ), situata nell'attuale mwhaTurkmenistan.
Fu una delle principali mwhgcittà-mwhwoasi dell'mwiaAsia centrale, sulla storica mwiqVia della seta, nei pressi dell'attuale mwigMary. Sono sorte molte città su questo sito, il che l'ha reso un ricco punto di scambio culturale e politico, nonché luogo d'immenso valore strategico. Si suppone che Merv sia stata per breve tempo la città più grande del mondo durante il mwiwXII secolocite-ref-grande-1-0[1]. Nel mwka1999 l'mwkqUNESCO ha inserito Merv tra i mwkgPatrimoni dell'umanità.
Contents
• Storia
• I resti
• Economia
• Clima
• Note
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Storia
Merv ha origine in età mwlgpreistorica: indagini archeologiche hanno rilevato tracce risalenti al terzo millennio a.C. una poderosa crescita nel II millennio a. C. Secondo alcuni studiosi sarebbe all'origine del culto mwlwindù di mwmaMonte Meru, che per l'mwmqinduismo rappresenta il centro del mondo. Più probabilmente il Monte Meru sarebbe il mwmgMonte Kailash in mwmwTibet.
Nell'mwnqetà del Bronzo conobbe un'enorme crescita demografica, che comportò un ordinato riassetto urbanistico, con lo scavo di una vasta rete di canali, orientati ordinatamente lungo l'asse nord-sud, alimentati dalle acque del delta del fiume Murghab (lett. "Acqua di Merv").cite-ref-2[2]
Con il nome di mwowMouru, Merv viene citata con mwpaBakhdi (mwpqBalkh) nella geografia dello mwpgZend-Avesta (cronaca dell'mwpwAvestā). Sotto la dinastia achemenide, Merv è indicata come luogo famoso: con il nome di mwqaMargu appartiene a una delle mwqqsatrapie citate nelle mwqgiscrizioni di Behistun (circa 515 a.C.) dello mwqwscià persiano mwraDario I di Persia, durante il cui governo la ribellione nel 522-521 a.C. di mwrqFrâda comportò la morte di un numero altissimo di persone e il letterale spopolamento della città-oasi. La vecchia città sembra sia stata ricostruita da mwrgCiro II di Persia (559 - 530 a.C.), ma poco si può dire di preciso in merito, dal momento che i livelli achemenidi furono coperti da successivi strati aggiunti al sito.
La visita di mwsaAlessandro Magno a Merv è leggendaria, infatti la città prese (come tante altre città fondate e ampliate dal re macedone) il nome di mwsqAlessandria per breve tempo. Dopo la morte di Alessandro, Merv divenne la capitale della provincia di Margiana degli Stati dei mwsgseleucidi, dei mwswParti e dei mwtaSasanidi. Divenne "Antiochia Margiana" su decisione del re seleucide mwtqAntioco I, il quale la ricostruì ed espanse fino al luogo conosciuto ad oggi come Gyaur Kala.
Dopo che il sasanide mwtwArdashir I (circa 220-240) conquistò Merv, la mwuanumismatica ne delinea la storia: una lunga dinastia sasanide governò per quattro secoli, e questo è dimostrato da un'ininterrotta serie di monete coniate a Merv. In questo periodo Merv divenne la casa di vari culti religiosi accanto allo mwuqZoroastrismo sasanide, compresi il mwugBuddhismo, il mwuwManicheismo e il mwvaCristianesimo nestoriano. Nel mwvqV secolo d.C. Merv fu sede di un'mwvgarcidiocesi della mwvwChiesa d'Orientecite-ref-3[3].
L'influenza araba
Il governo sasanide terminò quando l'ultimo re, mwxgYazdegerd III (mwxw632-mwya651), fu assassinato non distante dalla città, e l'mwyqesercito sasanide si arrese a quello mwygarabo mwywmusulmano. La città fu occupata dai luogotenenti del terzo mwzacaliffo mwzqOthmàn ibn Affàn e divenne la capitale della provincia mwzgomayyade del mwzwKhorasan. Utilizzando questo luogo come base, gli mwaaArabi mwaqmusulmani, guidati da mwagQutayba ibn Muslim, assoggettarono una larga parte dell'mwawAsia centrale, incluse mwbaBalkh, mwbqBukhara, mwbgFergana e mwbwKashgar, penetrando in mwcaCina fino alla provincia di mwcqGansu nei primi anni dell'mwcgottavo secolo. Merv, e tutto il mwcwKhorasan in generale, divenne una delle prime zone del mondo a diventare in prevalenza mwdaislamica, grazie all'attivo proselitismo degli immigrati arabi, lì esiliati fin dall'epoca del governatore omayyade mwdqZiyad ibn Mu'awiya, a causa delle loro simpatie mwdgalidi.
Merv ricevette una rinnovata attenzione nel febbraio del mwea748, quando il generale arabo o iranico mweqAbu Muslim (m. 754) vi proclamò la nascita della nuova dinastia mwegabbaside e l'avvio della cosiddetta "mwewRivoluzione abbaside", espandendo e rifondando la città e, in nome dei nuovi mwfacaliffi, prescelse la città come sede degli insorti che avrebbero impugnato vittoriosamente le armi contro il califfato degli mwfqOmayyadi.
Dopo che gli Abbasidi ebbero rovesciato gli Omayyadi e fondato con mwfwal-Mansur mwgaBaghdad, Abū Muslim continuò a regnare su Merv in modo semi-indipendente, fino al suo assassinio da parte dello stesso Califfo che aveva tanto efficientemente servito. Merv fu il centro della causa abbaside per tutta la durata della "Rivoluzione" della "Dinastia benedetta", e in seguito divenne fonte di sostegno politico per i regnanti di Baghdad. Il governo del Khorasan a Merv fu considerato come uno dei principali puntelli dell'edificio califfale abbaside. All'influente famiglia mwgqiranica dei mwggBarmecidi, ad esempio, fu assegnata Merv ed essa svolse un ruolo importante nel trasferimento della cultura greca (stabilitasi a Merv fin dai primi giorni del conflitto tra mwgwseleucidi e mwhagreco-bactriani) all'interno del mondo arabo-islamico.
Durante tutta l'era abbaside Merv restò la capitale e la città di maggior rilievo dell'intero mwhgKhorasan. In questo periodo lo storico arabo mwhwal-Muqaddasi la definì "deliziosa, gradevole, elegante, brillante, notevole e piacevole". La sua architettura fornì lo spunto per la ricostruzione abbaside di Baghdad. La città divenne famosa per essere la sede degli immigrati provenienti fin dal mwiaVII secolo dai territori arabi mwiqiracheni, al pari della mwigSogdiana e di altri luoghi dell'mwiwAsia centrale.cite-ref-4[4] L'importanza di Merv agli occhi degli Abbasidi si accrebbe nel periodo che va dall'813 all'818, quando essa divenne residenza temporanea di mwkaal-Maʾmūn, in lotta contro il fratello mwkqal-Amin. Merv fu anche il centro del movimento mwkgeretico del mwkwIX secolo guidato da mwlaal-Muqanna, il mwlqProfeta Velato, che raggruppò molti seguaci dichiarandosi incarnazione di mwlgDio ed erede di mwlw'Ali ibn Abi Talib e Abū Muslim; la mwmaKhurramiyya, cui egli dette vita e che sopravvisse fino al mwmqXII secolo.
In questo periodo Merv, al pari di mwmwSamarcanda e mwnaBukhara, divenne una delle grandi città della cultura musulmana; il famoso storico mwnqYāqūt al-Rūmī ricevette la sua istruzione nelle sue fiorenti biblioteche. Furono sviluppate numerose scuole in vari campi del sapere, a partire dalla mwngLegge islamica e dallo studio degli mwnwmwoaḥadīth, fino alla storia e alla letteratura. Molti personaggi di spicco della cultura provennero da questa città e l'ampio uso della mwoqmwognisba al-Marwazi mwowin arabo المروزيmwpa?, cioè "di Merv/Marw", lo attesta: primo tra tutti il giurista e teologo mwpqAhmad ibn Hanbal.
Con l'indebolimento del califfato, il governo arabo fu sostituito nell'821 da quello del generale persiano filo-abbaside Ṭāhir b. al-Ḥusayn e dalla mwpwdinastia Tahiride. I Tahiridi saranno a loro volta sostituiti dai mwqaSamanidi e, più tardi, dalla dinastia mwqqturca dei mwqgGhaznavidi.
Il controllo turco e mongolo
Nel mwrq1037 i mwrgSelgiuchidi, un clan di mwrwTurchi mwsaOghuz, si spostarono dalle mwsqsteppe orientali del mwsglago d'Aral prendendo pacificamente possesso di Merv sotto la guida di mwswToghrul Beg: il sultano mwtaghaznavide Masʿūd I era fortemente osteggiato dai cittadini. Il fratello di Toghrul, mwtgChagri, vi si stabilì mentre il dominio selgiuchide cresceva finendo con l'includere il resto del Khorasan e dell'Iran, e facendola diventare in seguito la città preferita dai capi selgiuchidi. Sia mwtwAlp Arslan sia il suo discendente mwuaAhmed Sanjar furono sepolti in città.
È in questo periodo che Merv raggiunge la maggiore espansione; i geografi arabi e persiani la chiamano "madre del mondo", "punto d'incontro del grande e del piccolo", "capoluogo del Khorasan" e capitale del mondo iraniano orientale. Le fonti scritte parlano di una grande mwugMadrasa fondata dal mwuwvisir mwvaselgiuchide mwvqNizam al-Mulk, e di altre istituzioni culturali. Si dice anche che Merv ebbe un mercato che era "il migliore tra quelli delle principali città iraniane e del Khorasan".cite-ref-5[5]
Il regno di Sanjar, segnato dal conflitto con i mwwwKara Khitay e il mwxaCorasmia, terminò nel 1153 quando i nomadi mwxqturchi mwxgGhuzz provenienti dalle terre oltre l'mwxwAmu Darya (l'Oxus) saccheggiarono la città. In seguito Merv passò di mano tra i Corasmi di mwyaKhiva, i Ghuzz e i mwyqGhuridi, e iniziò a perdere importanza rispetto ad altre città, prima fra tutte mwygNishapur.
Nel mwza1221 aprì le porte a mwzqTolui, figlio di mwzgGengis Khan e mwzwKhan dei mw0aMongoli, che nell'occasione trucidò la maggior parte della popolazione. Lo storico persiano mw0qJoveyni, vissuto una generazione dopo il massacro, scrisse: "I Mongoli ordinarono che, a parte quattrocento artigiani... , l'intera popolazione, inclusi donne e bambini, dovesse essere uccisa, e nessuno, né donne né uomini, dovesse essere risparmiato. Ad ognuno [i.e. mw0gi guerrieri mongoli] sarà assegnata l'esecuzione di trecento o quattrocento persiani. Ne vennero uccisi così tanti che al crepuscolo le montagne sembravano colline, e le pianure erano inzuppate di sangue". Secondo alcuni storici oltre un milione di persone morì a causa dell'invasione mongola, comprese centinaia di migliaia di rifugiati provenienti da altri luoghi.
Gli mw1ascavi hanno mostrato una drastica riedificazione delle fortificazioni in seguito alla distruzione, ma la città iniziò a decadere. Nella prima metà del quattordicesimo secolo la città venne utilizzata come sede dell'arcivescovado del mw1qCristianesimo orientale. Alla morte del nipote di mw1gGengis Khan, Merv venne inclusa (mw1w1380) tra le proprietà di mw2aTamerlano, principe turco-persiano di mw2qSamarcanda ed mw2geponimo della dinastia dei mw2wTimuridi.
Dal periodo persiano all'occupazione russa
Nel mw3g1505 la città fu occupata dagli mw3wUzbeki, che cinque anni dopo vennero espulsi per mano di mw4aShah Ismail I, fondatore della dinastia mw4qSafavide di mw4gPersia. Fu in questo periodo che fu restaurata l'antica grande diga, edificata già in epoca mw4wparticacite-ref-6[6] (la Sultan Band) sul fiume mw6qMorghab, e l'insediamento crebbe nell'area irrigata, che prese il nome di mw6gBairam Ali, nome con cui è chiamata in alcuni testi del mw6wXIX secolo.
Merv rimase in mani persiane fino al mw7q1787 quando fu conquistata dall'mw7gemiro di Bukhara, Shāh Murād mw7wBeg. Fu allora, che questi decise di far radere immediatamente al suolo la città, distruggere i sistemi di canalizzazione dell'area trasformando così una regione di antica bellezza in una landa desolata. L'intera popolazione dei territori circostanti, circa mw8a100 000 persone, venne deportata in vari momenti nell'oasi di Bukhara. Dal momento che essa professava la variante mw8qsciita della fede mw8gislamica, non ebbe difficoltà a resistere alle pressioni mw8wsunnite dei dominatori. I loro discendenti sono sopravvissuti fino ad oggi e chiamati "mw9aĪrānī/Iranici" nel mw9qcensimento sovietico degli anni ottanta. Essi sono presenti anche nelle città di mw9gSamarcanda, mw9wBukhara e nell'area compresa tra i fiumi mw-aAmu Darya e mw-qSyr Darya.
Quando Sir mw-wAlexander Burnes attraversò la regione nel mw-a1832, i Khivani erano i governanti di Merv. All'incirca in questo periodo i mw-qturcomanni mw-gTekke, che vivevano sull'mw-wHari Rud, furono obbligati dai mwaqapersiani a migrare verso nord. I Khivani tentarono di bloccarne l'avanzata ma, intorno al mwaqe1856, le Tekke (centri di studio e pratica mwaqisufi) presero il potere, e lo mantennero fino all'occupazione dell'mwaqmImpero russo del mwaqq1883.
I resti
Gli scavi russi del vecchio sito iniziarono nel 1890. Dal 1992 al 2000 un gruppo di archeologi turkmeni e mwaqcbritannici fece numerose scoperte. Nel 2001 venne avviata una collaborazione tra l'Institute of Archaeology, l'University College London e le autorità turkmene. Il mwaqgProgetto Antica Merv"cite-ref-7[7] si pone come obbiettivo la conservazione del complesso e la sua gestione, oltre all'esecuzione di nuove ricerche e alla comunicazione al pubblico dei relativi risultati.
Localizzazione delle rovine
Merv è composta da diverse città murate vicine, ognuna delle quali costruita e abitata da genti di epoche diverse e poi abbandonata e mai ricostruita sulla medesima area. Quattro città murate diverse segnano i quattro periodi in cui Merv fu "il centro del mondo": la più piccola, la vecchia Merv, Erk Kala, corrisponde al regno achemenide; Gyaur Kala, che circonda Erk Kala, comprende le metropoli ellenica e sasanide e venne usata come sobborgo industriale di Sultan Kala, città abbaside/selgiuchide (ed è la più estesa). La più piccola città timuride venne eretta poco a sud e attualmente viene chiamata Abdullah Khan Kala. Vari altri edifici sono sparsi nel territorio delimitato da queste città; tutti i materiali recuperati dai siti sono custoditi dal "Parco Archeologico Antica Merv" subito a nord del villaggio di Bayram Ali, e trenta chilometri ad est di mwaq8Mary, città costruita dai russi.cite-ref-8[8].
Gyaur Kala
La fondazione di Gyaur Kala avvenne in mwaryetà ellenistica sotto il regno del seleucide mwarcAntioco I. Fu abitata da molti regnanti ellenici, dai parti, e in seguito dai Sasanidi che la fecero diventare capitale di una satrapia. Gyaur Kala fu la capitale della provincia mwargomayyade del mwarkKhorasan e crebbe in importanza mentre il Khorasan diventava il centro del mondo musulmano nei primi due secoli di vita dell'mwaroIslam.
Le rovine più appariscenti di Gyaur Kala sono le installazioni difensive. Tre mura, costruiti uno sopra l'altro, sono ancora ben visibili. Un muro seleucide, gradinato all'interno e verticale all'esterno, funga da piattaforma per il secondo, più grande, costruito con mattoni di fango e, anch'esso, gradinato all'interno. La forma di questo muro ricorda le fortezze ellenistica trovate in mwarwAnatolia, nonostante rimanga unico grazie al fatto di essere costruito con mattoni di fango invece che con pietre. Il terzo muro si presume essere mwar0sasanide ed è costruito con grandi mattoni.cite-ref-williams-2002-9-0[9] Intorno alle mura furono trovate grandi varietà di porcellane, eredità soprattutto dei Parti. La dimensione di queste fortificazioni è un buon metro per giudicare l'importanza di Merv nell'era pre-islamica; non esistono fortificazioni pre-islamiche di tale dimensione in tutto il mwasiKarakum. Gyaur Kala è importante anche per la grande quantità di monete che nascondeva; venne trovata un'incredibile serie di monete sasanidi, il che mostra una straordinaria stabilità politica se viene riferita a quel periodo.
Anche dopo la fondazione di Sultan Kala, avvenuta per mano della mwasqdinastia abbaside, Gyaur Kala continuò a vivere come sobborgo del nuova città. A Gyaur Kala sono concentrati molti edifici industriali dell'era abbaside: forni per la lavorazione di ceramica, acciaio, ferro, rame ed altri materiali. Sembra che Gyaur Kala sia stato il quartiere degli artigiani per tutta l'era abbaside e nel periodo pre-selgiuchide.cite-ref-10[10]
Sultan Kala
Sultan Kala è senza dubbio la più grande tra le città di Merv. Le fonti scrittecite-ref-herrmann-1999-11-0[11] stabiliscono che fu mwas8Abu Muslim, leader della ribellione mwataabbaside, a simboleggiare la nascita del nuovo califfato con la costruzione di strutture monumentali ad ovest delle mura di Gyaur Kala, nell'area che diverrà Sultan Kala. La zona venne rapidamente murata e divenne il cuore della Merv medievale; i secoli di prosperità che seguirono sono dimostrati dalla gran quantità di mwateköshk abbasidi scoperti all'interno e all'esterno di Sultan Kala. I mwatiKöshk erano edifici unici nell'mwatmAsia centrale di quel periodo. Una specie di palazzi a due piani semi-fortificati dalle mura ondulate, e venivano abitati dall'élite del tempo. Si suppone che all'inizio venissero usati come magazzino, ma che in futuro divennero residenze. I tetti erano contornati da parapetti, comuni nei quartieri residenziali. Il più grande köshk abbaside di Merv, che è anche uno dei meglio conservati, è il Grande Kyz Kala, situato poco fuori dalle mura occidentali di Sultan Kala; Questa struttura era composta da 17 stanze che circondavano una corte interna. Il vicino Piccolo Kyz Kala ha mura estremamente spesse, con increspature profonde, e scale interne che conducevano agli appartamenti del secondo piano. Tutti i mwatqköshk sono in precario stato di conservazione.cite-ref-herrmann-1999-11-1[11]
Le più importanti costruzioni di Sultan Kala, tra quelle che sono sopravvissute, sono gli edifici selgiuchidi. Nell'mwatoundicesimo secolo i nomadi turchi Oghuz, ex mwatsvassalli dello mwatwScià di mwat0Corasmia (Khwārezm-Shāh) nelle steppe settentrionali, iniziarono a muoversi verso sud sotto la guida del clan selgiuchide e del suo re Tugril Beg. Tugril conquistò Merv nel mwat41037 ridando linfa alla città; con i suoi discendenti, soprattutto con Sanjar, che vi prese la residenza, Merv si ritrovò al centro di un grande impero multiculturale.
Le prove di questa prosperità si trovano in tutta Sultan Kala. Molte di queste sono concentrate nella cittadella, Shahryar Ark, sul lato orientale. Al centro di Shahryar Ark si trova il palazzo selgiuchide, costruito probabilmente da Sanjar. Le mura di mattoni di fango sopravvissute mostrano che il palazzo, relativamente piccolo, era composto da piccole stanze al pianterreno che circondavano una corte interna a cui si accedeva per mezzo di quattro mwauiiwan, uno per lato (Ettinghausen 276). Le depressioni trovate nei pressi sembrerebbero dimostrare l'esistenza di un lago artificiale; giardini simili vennero trovati in altri palazzi dell'Asia centrale.cite-ref-williams-2002-9-1[9] Sfortunatamente tutti gli ornamenti interni ed esterni sono stati persi in seguito all'mwaucerosione o ai furti.
Un'altra famosa struttura selgiuchide all'interno dello Shahryar Ark è il mwaukkepter khāna, o "piccionaia". Questo edificio misterioso, tra i meglio conservati dell'oasi di Merv, comprendeva una stanza quasi priva di finestre e molti scaffali lungo i muri. Alcune fonti suppongono che il mwauokepter khana (presente anche in altre città asiatiche) fosse un luogo di allevamento dei piccioni, al fine di raccoglierne il mwausguano usato per concimare le famose coltivazioni di meloni di Merv. Altre fonticite-ref-herrmann-1999-11-2[11] credono che si tratti di biblioteche o depositi di tesori, e questo sarebbe dimostrato dalla loro ubicazione nei pressi di altri edifici importanti.
La struttura meglio conservata di tutta Merv è il duecentesco mwavemausoleo del sultano Sanjar, anch'esso a Sultan Kala. È il più grande dei mausolei selgiuchidi e il primo di tipo mwavimoschea-mausoleo, un abbinamento che diventerà comune in seguito. È quadrato, di 27 metri per lato, con due entrate sui lati opposti; una grande mwavmcupola centrale è sostenuta da un sistema ottagonale, e gli mwavqarchi coprono gli interni.cite-ref-12[12] L'esterno della cupola era colorato di azzurro e la sua altezza era imponente; si dice che le carovane in arrivo potessero vedere il mausoleo ad un giorno di marcia dalla città. Le decorazioni, in puro stile selgiuchide, sono tradizionali, con lavori di stucco all'interno e decorazioni geometriche di mattoni, ora perse quasi completamente, all'esterno.cite-ref-13[13] Ad eccezione dei decori esterni, il mausoleo è intatto per la maggior parte e restano, fin dal XII secolo, una delle principali attrazioni turistiche di Merv.
Un ultimo gruppo di rovine selgiuchidi è composto dalle mura di Sultan Kala. Queste fortificazioni, molte delle quali sono rimaste, iniziano come mura di mattoni di fango alte 8 o 9 metri, all'interno delle quali erano situate stanze dalle quali i soldati potevano scoccare le frecce. Ci sono torri a ferro di cavallo alte da 15 a 35 metri. Queste mura, comunque, non si dimostrarono efficaci a causa dello scarso spessore che le rendeva fragili ai colpi delle mwav4catapulte e dell'altra artiglieria. Dalla metà del XII secolo le gallerie vennero riempite e le mura rafforzate. Un secondo muro, più piccolo, venne costruito di fronte a quello principale, e infine i mwav8sobborghi cittadini, conosciuti adesso come Iskender Kala, vennero cintati con mura spesse alte 5 metri. I tre muri si rivelarono sufficienti per respingere almeno la prima offensiva dei mongoli, prima che la città cadesse nel 1221.cite-ref-herrmann-2000-14-0[14]
Sono state recuperate molte ceramiche risalenti all'era abbaside e selgiuchide, principalmente da Gyaur Kala, dalle mura di Sultan Kala, e dallo Shahryar Ark. Le ceramiche di Gyaur Kala furono all'inizio abbaside, ed erano bocce colorate di rosso con disegni geometrici. Le ceramiche recuperate dalle mura di Sultan Kala sono perlopiù gialle e verdi, e risalgono all'XI-XII secolo. Sono molto simili per stile a quelle di mwawuNishapur.cite-ref-herrmann-2000-14-1[14] Bocce azzurre e nere vennero scoperte nel palazzo di Shahryar Ark, insieme ad un interessante deposito di materiale in stile mongolo probabilmente risalente alla fallimentare rifondazione avvenuta sotto gli mwawoĪl-Khān. Della stessa era sembrerebbe essere una maschera in ceramica usata per la decorazione delle mura, e ritrovata tra le rovine di quello che si crede essere un mwawstempio mwawwbuddista costruito dai mwaw0Mongoli nei sobborghi meridionali di Sultan Kala.cite-ref-herrmann-1999-11-3[11]
Geografia
Merv è situata in un'mwaxkoasi vicino al mwaxodelta del mwaxsMorghab, che nasce sull'mwaxwHindu Kush per poi attraversare il mwax0deserto del Karakum. La regione del delta del Murgab, conosciuta dai greci come mwax4Margiana, fornì a Merv due vantaggi: per prima cosa forniva una semplice rotta sudest-nordovest che partiva dalle terre mwax8afghane ed attraversava il mwayaKarakum, la valle dell'mwayeAmu Darya e mwayiCorasmia. Il secondo vantaggio fu che il delta era una regione irrigua situata al centro del deserto, ed era un punto di sosta naturale per i viaggiatori che dall'mwaymIran tentavano di raggiungere la mwayqTransoxiana, viaggiando sulla mwayuvia della seta. Il delta, e quindi Merv, erano sulla congiunzione di queste due famose vie: quella sulla rotta nordovest-sudest verso mwayyHerat e mwaycBalkh (fino all'mwaygIndo ed oltre) e quella sulla sudovest-nordest da mwaykTus e mwayoNishapur fino a mwaysBukhara e mwaywSamarcanda.
Le coordinate esatte dell'oasi sono 37°30'N e 62°E, circa 370 chilometri a nord di mway4Herat, e 450 chilometri a sud di mway8Khiva. La sua area copre un territorio di circa 4900 mwazaKm². La grande mwazecatena montuosa che, con i nomi di mwaziParopamisade e mwazmHindu Kush, si estende dal mwazqMar Caspio al mwazuPamir, si interrompe a circa 300 chilometri a sud di Merv. Attraverso questa spaccatura passano i fiumi Hari-Rud (Tejend) e mwazcMorghab, fino a perdersi nel deserto di Karakum. In questo modo i fiumi rendono Merv una specie di torre d'osservazione per l'ingresso in mwazgAfghanistan da nordovest e, allo stesso tempo, creano una tappa tra il nordest della mwazkPersia e gli stati di mwazoBukhara e mwazsSamarcanda.
Demografia
Economia
L'oasi è irrigata da un complicato sistema di canali ricavati dal Murgab. La provincia è da sempre rinomata in oriente a causa della sua fertilità. Vengono coltivati cereali e frutta in abbondanza, ad esempio frumento, miglio, orzo e meloni, ma anche riso e cotone. I semi di cotone trovati dagli archeologi e risalenti al quinto secolo sono la prima indicazione che l'industria tessile era una fonte economica primaria dei sasanidi. Venivano coltivati i mwaaibachi da seta. I turkmeni avevano un famoso mwaammaneggio per cavalli, cammelli, pecore, asini e muli. Avevano anche ottimi artigiani dell'argento ed altrettanto bravi artigiani che preparavano armature. Una delle scoperte del scavi del 1990 fu un'officina del nono-decimo secolo in cui operavano i mwaaqfabbri, cosa confermata dalle fonti islamiche dell'epoca. I mwaautappeti della regione di Merv venivano considerati superiori a quelli persiani. Producevano anche vestiti in feltro e lana.
Clima
Merv è calda e secca d'estate, e fredda d'inverno. Il caldo dell'estate è oppressivo. Il vento solleva nuvole di polvere sottile che riempie l'aria, rendendola opaca, ed oscurando parzialmente il sole. Queste nuvole rendono a volte difficoltoso il respiro. In inverno il clima è piacevole. La neve cade raramente e, quando lo fa, si scioglie in un giorno. Le precipitazioni annuali raramente superano i 12,5 centimetri, e spesso non si vede la pioggia tra giugno e ottobre. Mentre in estate le temperature possono raggiungere i 45 mwaag°C., in inverno possono raggiungere i -7mwaak °C. La media annuale si aggira sui 16mwaao °C.
Agricoltura
In questo luogo ci fu una struttura mwaa0imperiale russa ampia 436 m², mwaa4irrigata artificialmente, i cui lavori terminarono nel mwaa81895. Fu una ristrutturazione della vecchia diga e della rete di irrigazione creata da Bairam Ali. Nel XIX secolo alcuni mwabagiornalisti mwabebritannici ed osservatori della politica russa, in particolare Charles Marvin, sostennero che le proprietà dei mwabmRomanov fossero utilizzate come mwabqgranaio dall'esercito russo che tentava di invadere l'mwabuIndia britannica. Venne assorbito dalla maggiore opera di irrigazione fatta dai mwabysovietici, il mwabccanale del Karakum del mwabg1960.
Città sorelle
Queste città furono le principali del mwabsGrande Khorasan:
• mwab8Balkh, mwacaAfghanistan
• mwaccBukhara, mwacgUzbekistan
• mwacsSamarcanda, Uzbekistan
Note
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• Questo articolo contiene testo estratto dalla mwaj8Enciclopedia britannica, Undicesima Edizione, pubblicazione disponibile nel mwakapubblico dominio.
• La data della conquista e distruzione turcomanna di Merv (1788) è invece basata sull'esatta indicazione fornita da Gavin Hambly in mwakiZentralasien (Fischer Wetlgeschichte n. 16, 1966)
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwaksScheda UNESCO, su whc.unesco.org.
• mwak0(EN) Progetto Antica Merv UCL, su ucl.ac.uk. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2018).